Prima di noi stasera su Rai 1 con Daniele Luchetti e Linda Caridi: gli episodi 5 e 6 sono i più duri e coraggiosi della serie, ecco perché non puoi perderli

In sintesi

  • 🎬 Prima di noi
  • 📺 Rai 1, ore 21:30
  • 📖 Serie drammatica che racconta la saga della famiglia Sartori durante la Seconda Guerra Mondiale, intrecciando storia italiana, scelte morali difficili e dinamiche familiari, con un forte realismo storico e grande attenzione alle emozioni dei personaggi.

Prima di noi, Rai 1, Daniele Luchetti, Linda Caridi e la saga dei Sartori tornano stasera con gli episodi 5 e 6, due capitoli potentissimi che affondano nel cuore della Seconda Guerra Mondiale. Una delle serie italiane più ambiziose degli ultimi anni continua a raccontare l’Italia attraverso una famiglia che sembra respirare allo stesso ritmo del Paese, trasformando la grande Storia in emozioni intime, contraddizioni morali e scelte che pesano come pietre.

È un progetto che non ha paura di alzare l’asticella: tratto dal romanzo di Giorgio Fontana, diretto da Daniele Luchetti e Valia Santella, con un cast che mescola interpreti brillanti come Linda Caridi, Andrea Arcangeli, Maurizio Lastrico e Matteo Martari. Un affresco generazionale che, episodio dopo episodio, si avvicina sempre di più ai territori complessi del nostro Novecento, alternando momenti lirici a sequenze crude e frontali.

Prima di noi e gli episodi 5 e 6: perché sono tra i più forti dell’intera serie

La narrazione entra nel 1943 e poi nel 1945, anni in cui la storia non bussa alla porta: la sfonda. Ed è sorprendente come Luchetti riesca a raccontare la guerra senza trasformarla in spettacolo, ma facendola scivolare dentro le crepe emotive della famiglia Sartori.

L’episodio 5 mette al centro la diserzione di Maurizio, un segreto che esplode come una mina nascosta per decenni. Quella lettera ritrovata da Renzo e Flaviut non è solo un pezzo di carta: è il simbolo di un Paese che ha costruito buona parte del dopoguerra su silenzi e mezze verità. Ed è affascinante vedere come la serie, pur ambientata un secolo fa, parli con forza al presente, ricordandoci che la memoria è spesso un lavoro sporco, fatto di vergogne e riconciliazioni imperfette.

Nel frattempo, la storia di Gabriele e Margherita introduce un elemento quasi luminoso: l’amore come spazio di respiro in mezzo alla tragedia. Ma il destino non è generoso con i Sartori e la guerra continua a presentare il conto.

Il sesto episodio è ancora più duro, forse il più controverso della stagione: Gabriele viene costretto a entrare nelle SS, un arco narrativo coraggioso che rare serie italiane avrebbero la forza di affrontare. Non è una scelta di trama comoda, e proprio per questo funziona. Parla di costrizione, di identità, di colpa imposta. Ed è una delle scelte che rendono Prima di noi una serie adulta, capace di rischiare.

Un racconto epico con anima popolare in Prima di noi

Una delle cose più nerd e affascinanti di questa produzione è il modo in cui fonde il realismo storico con la tradizione orale friulana, come il tema del Cjalcjut, la presenza oscura che schiaccia il petto a chi porta colpe troppo grandi. Non è solo folklore: è una metafora perfetta della serie stessa, che lavora sulla pressione morale, sulla responsabilità e sulla paura tramandata di generazione in generazione.

E poi ci sono le location, scelte con una cura quasi maniacale. Il Friuli rurale, con le sue montagne di Cimolais, sembra scolpito nel tempo, mentre Torino appare come il volto industriale e moderno dell’Italia che cambia. Questa doppia anima è uno dei punti più forti dell’intera serie.

  • La parte friulana: cruda, sospesa, primordiale
  • La Torino delle fabbriche: geometrica, urbana, pronta alla ricostruzione

Il contrasto visivo fa da cassa di risonanza alle trasformazioni dei protagonisti. Renzo, soprattutto, incarna questo spirito mobile: passa dai monti friulani alla lotta partigiana con un misto di incoscienza e istinto di sopravvivenza, diventando uno dei personaggi più magnetici e controversi.

Un lavoro sul passato che sembra parlare al futuro

Prima di noi non è solo un racconto famigliare: è una riflessione su cosa significhi diventare adulti in un Paese che cambia continuamente pelle. Le donne, per esempio, sono la vera ossatura emotiva. Linda Caridi, nei panni di Nadia, riesce a dare una profondità commovente al personaggio di una madre che assorbe traumi, errori, silenzi e li trasforma in forza. È un tipo di eroismo domestico che raramente trova spazio nelle narrazioni televisive tradizionali, e qui finalmente splende.

Gli episodi di stasera, in onda alle 21:30 su Rai 1, sono lunghi, intensi e complessi, quasi un film unico da 145 minuti. Perfetti per chi ama le saghe familiari, ma anche per chi vuole una serie che non abbia paura di sporcarsi le mani con la storia vera.

Se amate gli affreschi corali alla *C’era una volta in America*, se vi appassionano le narrazioni che uniscono intimità e macro-storia, questi due episodi sono un appuntamento imperdibile. La storia dei Sartori continua a crescere, scavare, sorprendere. Ed è bello vedere una serie italiana così ambiziosa, così adulta, così capace di toccare corde universali senza perdere l’identità locale. Questa sera, Rai 1 offre una televisione di altissimo livello, che porta sul piccolo schermo la complessità che troppo spesso resta confinata nei romanzi.

Quale episodio di Prima di noi ti ha colpito di più?
La diserzione di Maurizio nel 1943
Gabriele costretto nelle SS
L'amore tra Gabriele e Margherita
La leggenda del Cjalcjut friulano
La trasformazione partigiana di Renzo

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